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Le associazioni a favore della Campagna Io Proteggo i bambini. |
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Martedì 30 Novembre 2010 12:34 |
Lamezia Terme, 19 novembre 2010. Si sono riuniti in occasione della Giornata Mondiale per la prevenzione degli abusi sui bambini, alcune delle associazioni lametine aderenti al circuito faredelbene.net: ADMO, AVIS di base S. Eufemia, Centro Studi Lamezia Futura, MOIGE, Tribunale dei diritti del malato, Cittadinanza Attiva.
Tale giornata, è stata lanciata 8 anni fa dal Forum Mondiale delle Donne ( www.woman.ch ) che oggi raccoglie oltre 800 organizzazioni in più di 128 paesi.
Terre des Hommes, una delle più attive e riconosciute organizzazioni non governative (ONG) focalizzate sulla difesa dei diritti dell’infanzia nei paesi in via di sviluppo, senza discriminazioni di ordine politico, razziale o religioso, chiede ai Comuni italiani e alle associazioni di adottare un Manifesto per la tutela del minore e di “indossare” simbolicamente un fiocco giallo in occasione della settimana mondiale per la Prevenzione dell’Abuso e della Violenza sui Bambini (13-19 novembre 2010).
Di seguito alcuni buoni motivi per aderire alla campagna ( tratti da www.terredeshommes.it ):
- 40 mlioni di bambini nel mondo sono vittime di abusi sessuali: 1 bambina su 4 e 1 bambino su 9 hanno subito qualche forma di abuso sessuale prima di compiere i 18 anni;
- 1,2 milioni di minori vengono trafficati nel mondo per diventare gli schiavi moderni o le vittime della prostituzione;
- 275 milioni di bambini hanno assistito a atti di violenza domestica, diventandone
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Oche: una vita di dolore. FERMIAMOLI! |
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Lunedì 04 Ottobre 2010 12:07 |
Oggi Vi segnaliamo il seguente articolo
tratto da http://www.promiseland.it del 1 ottobre 2010 a firma di Annalisa Ruffo
Non tutti sanno quanta sofferenza si nasconde dietro un piumino d’oca; la soffice imbottitura cela un dolore indicibile: quello delle oche, delle anatre spennate vive e senza anestesia. Le piume vengono strappate, dalla pelle di questi animali molto sensibili, più volte nel corso della loro vita, tra sofferenze così atroci che alcuni di loro muoiono addirittura di crepacuore perché la paura e il dolore fisico sono tali da provocare loro addirittura un infarto.
Lo spiumaggio da vive – definito estremamente crudele dai veterinari e persino dagli stessi avicoltori – consiste nel rimuovere il manto più morbido, quello che precede la formazione delle penne vere e proprie, ed è per questo motivo che ne sono vittime i pulcini. Le oche, infatti, vengono spennate ad appena 2 mesi di vita.
Dopo averle afferrate, appese per il collo ed aver loro legato le zampe, vengono strappate tutte le piume di questi piccoli che si contorcono e urlano dal dolore, impotenti.
In seguito, le oche, così traumatizzate e spogliate, vengono ributtate nel recinto (già la vita, tipica degli allevamenti intensivi, in grandi capannoni al chiuso, è causa di stress per gli animali); lì giaceranno a terra tremanti, per ore, in uno stato di apatia e di vero shock, sofferenti per il freddo e per le ferite aperte provocate dalla violenza dello strappo durante lo spiumaggio. La piuma è una produzione cornea dell’epidermide di tutti gli uccelli: costituisce il rivestimento contro il freddo ed ha finalità di termoregolazione per cui assolve a funzioni fisiologiche fondamentali.
Per questo motivo, oltre al momento, terribile, dello spiumaggio, questi animali risentono del fatto di rimanere sprovvisti del loro manto nel periodo successivo, per cui possono morire, oltre che per lo stress cui vengono sottoposti, anche per il freddo che devono poi sopportare. Dopo due mesi questa operazione verrà ripetuta, e poi per altre 2 volte. A circa 8 mesi di vita, quando la qualità delle piume comincia a risentire dei ripetuti ‘strappi’, per alcune oche, le più fortunate, il calvario finirà, in maniera cruenta, ma comunque finirà. Le altre invece andranno incontro all’ingozzamento forzato per la produzione di fegato grasso d’oca; poi saranno uccise.
Il metodo per uccidere piccoli numeri di animali è quello di appendere l’oca ed infilarla in un imbuto, a testa in giù in modo che sporga la testa. Le viene, quindi, troncata la giugulare con un’incisione sul lato sinistro, senza tagliarle la testa. L’imbuto impedisce lo sbattere delle ali e permette al sangue di fluire mentre l’oca sofferente è ancora viva. Negli impianti meccanizzati, invece, si procede con lo stordimento elettrico.
Gli animali sono appesi a testa in giù lungo una linea di macellazione orizzontale e ricevono una scossa elettrica quando la loro testa viene immersa in una soluzione elettrolitica. La natura di questi animali è di trascorrere gran parte della loro esistenza in acqua. In questi allevamenti, molti volatili vengono tenuti in capannoni, o in gabbie dove si feriscono le zampe che poggiano su una serie di fili metallici. Le gabbie sono così piccole che gli animali non possono nemmeno girarsi su loro stessi, assumere una posizione eretta o battere le ali. A molti di quelli che sopravvivono fino al macello si spezzano le ossa durante il trasporto o mentre vengono maneggiati.
La polemica scaturita tempo fa, in seguito ad un servizio televisivo messo in onda dalla TV svedese sulla raccolta del piumaggio da animale vivo, ha fatto sì che l’associazione europea EDFA, che raggruppa le aziende operanti nell’UE nel settore della piuma e del piumino, abbia messo in atto una sorta di controinformazione sull’argomento, dichiarando che in tutta l’Europa il 98% del piumaggio da imbottitura proviene come sottoprodotto dell’industria di macellazione di oche e anatre per l’alimentazione umana; esiste, specifica l’EDFA, come materia prima, in quantità marginali, del piumaggio raccolto da animali vivi, ma questo viene strettamente regolamentato da “Standing Committee of the European Convention for the Protection of Animal kept for Farming purposes”, che prevede la raccolta di piuma e piumino derivante dalla muta naturale degli animali, allevati appositamente allo scopo e per la riproduzione. L’animale allevato per la riproduzione ha, infatti, delle mute stagionali (causate da un processo ormonale) che comportano la perdita di piuma e piumino da sostituirsi con quello nuovo; è in questa fase, afferma l’EDFA, che avviene la raccolta.
Tuttavia, tra i paesi produttori di piumino d’oca, quali l’Islanda, la Francia, l’Irlanda, la Gran Bretagna, il Canada, l’Italia, la Polonia, l’Ungheria e la Romania risulta che questi ultimi tre Stati adottino, almeno nel 60% di tutta la piuma prodotta, il procedimento crudele dello spiumaggio da animale vivo.
Gli altri, compresa la Svizzera, hanno vietato la spiumatura delle oche vive, ma comunque ammettono l’importazione delle piume ottenute in questo modo. Maggior produttore, in assoluto rimane, comunque, l’Est Asiatico, specie per il piumino d’anatra, ed in particolare la Cina, che detiene questo e molti altri tristi primati. Il commercio internazionale di piume e piumini è stato, nel 1994, di circa 76.000 tonnellate per un valore di 650 milioni di dollari; questi dati si riferiscono a tutte le tipologie di piume dove quelle d’oca rappresentano il 30-40% del totale.
Ovviamente le alternative alla piuma esistono e sono validissime, tanto che già hanno conquistato parte del mercato dei prodotti imbottiti. Le piume d’oca possono oggi essere facilmente sostituite con imbottiture sintetiche, come ad esempio l’ovatta di poliestere, già largamente utilizzata nei divani, ma anche nei giacconi e nei piumoni da letto. Inoltre si posono acquistare prodotti fatti con Hollifill, Fibrefil o Myform.
Anche i piumini in fibra di mais, sono leggerissimi e caldi come il piumino d’oca, oltre ad essere ipoallergenici, isolanti e addirittura lavabili in lavatrice sino a 60°.
Oltre alla sofferenza dello spiumaggio, l’oca subisce l’ingozzamento forzato per la produzione di fegato grasso, il foie gras, che altro non è che il fegato malato di un’oca o di un’anatra torturata, sovralimentata forzatamente, più volte al giorno, per mezzo di un tubo metallico, lungo 20-30 cm, infilatole in gola e spinto giù fino al raggiungimento dello stomaco. Per costringere il suo organismo a produrre il foie gras, l’animale deve ingerire un’enorme quantità di mais in pochi secondi. Questo comporta l’aumento delle dimensioni del suo fegato di quasi di dieci volte un fegato normale e lo sviluppo di una malattia: la steatosi epatica; altre conseguenze sono, inoltre, dispnea, diarrea e difficoltà respiratorie che rendono doloroso qualsiasi movimento. Se l’animale cerca di divincolarsi quando il tubo gli viene inserito in gola, o se il suo esofago si contrae per conati di vomito, rischia il soffocamento e la
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Università : in Calabria torna in serie B. |
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Sabato 07 Agosto 2010 16:26 |
In merito a ciò che sta accadendo ai "tagli" dei corsi all'Università Magna Graecia di Catanzaro, mi sento in dovere, in qualità di studente che ha scelto serenamente e consapevolmente di frequentare un'università calabrese, di esprimere la mia delusione per lo status quo che è caratterizzato da troppi "colpi bassi" inferti alla nostra Istruzione. Già l’anno scorso si era registrato il caso dell’accorpamento delle scuole di specializzazione in Medicina. La scure del Governo si è nuovamente abbattuta sull’Università Magna Græcia, costretta a fare i conti con tagli ed accorpamenti: niente iscrizioni a Veterinaria, in quanto la facoltà rimane, ma non prevede il primo anno ed è stata, inoltre, posta in essere la cancellazione del corso di laurea specialistica in Economia aziendale.
La cosa che ineluttabilmente colpisce la mia attenzione è l'indifferenza di chi ci governa, dinanzi a questa violenza perpetrata ancora una volta nei confronti di noi giovani e di conseguenza al futuro della nostra regione; dinanzi al venir meno delle pari opportunità tra
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Faredelbene.net
Il Centro Studi Lamezia Futura ha deciso di aderire al progetto ideato dal Dott. Ennio Calabria Faredelbene.net. Tale progetto è stato illustrato all'interno della manifestazione "Conoscersi per donare" sabato... Leggi tutto... |
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