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Lamezia Terme e gli effetti negativi del "taglio" alle Scuole di Specializzazione |
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Mercoledì 08 Aprile 2009 09:56 |
In seguito alla nostra denuncia su ciò che la politica calabrese non sta facendo per i giovani in Calabria,in merito al taglio delle Scuole di Specializzazione presso l'Università Magna Graecia di Catanzaro, abbiamo ricevuto una segnalazione da parte di uno studente di Medicina e CHirurgia, futuro specializzando, che da sei anni frequenta l'Università di Catanzaro.
Abbiamo così deciso di intervistare Valerio Mastroianni, che si è voluto rendere portavoce del sentimento di amarezza e di delusione che serpeggia fra gli studenti di Medicina e che come lui hanno dato tanto e hanno fatto tanto, crescendo insieme alla significativa realtà rappresentata dalla Magna Graecia.
Allora Valerio, cosa succede all'Università Magna Graecia di Catanzaro?
Molto semplicemente il decreto Gelmini porta ad una "Confederazione" -detto così sembra anche una cosa molto democratica- di ben 16 scuole di specializzazione, 14 delle quali verranno, di fatto, assorbite da Napoli Federico II e 2 dall'Università di Bari. In realtà, sappiamo bene che sarà molto più difficile entrare in queste scuole di specializzazione, a cui parteciperanno i numerosissimi studenti che per sei anni hanno frequentato gli atenei di Napoli e Bari.
Voi studenti parlate di un "diverso trattamento" per la Facoltà di Medicina e Chirurgia di Catanzaro, unica in Calabria, rispetto al resto degli atenei. Ci vuoi dare qualche dettaglio in più?
Sicuramente la differenza di trattamento sta nell'aver tagliato il 70% delle borse a fronte di una media nazionale del 44%. Come aggravante, aggiungerei che si tratta di un taglio all'unica Facoltà di Medicina in Regione. Ma un altro aspetto fondamentale è che si è tagliato in base al numero di specializzandi, senza tenere conto della qualità di questi; il che è molto strano per un governo che predica "meritocrazia"! Il tutto sottoscritto dalla Regione Calabria nella conferenza Stato - Regioni. Inoltre non in tutti gli atenei si è adottato lo stesso trattamento, vedi Cagliari, Sassari, Roma, Palermo.
Questo che effetto avrà sull'ateneo?
Stiamo parlando di una struttura che è invidiata da tutto il sud Italia e che si vede "scippata" delle più grandi risorse che la Calabria "produce" da qualche anno a questa parte: MEDICI SPECIALISTI. Stiamo parlando del trasferimento della scuola di Cardiochirurgia, una delle più aggiornate e meglio attrezzate d'Italia. Stiamo parlando anche del trasferimento dell'unico centro in Calabria di chirurgia maxillo facciale, che interviene nelle urgenze degli incidenti stradali. E sparirà completamente
la medicina di laboratorio.
Via tutte le specialistiche della branca.
Ma qui non parliamo solo di Medicina e Chirurgia; anche la facoltà Odontoiatria, nonostante le numerose attrezzature di ultimissima generazione acquistate e pronte all'uso, rischia di scomparire.
Cosa cambia per gli studenti?
L'Università andrà lentamente verso la sua "morte", in quanto gli studenti andranno ad iscriversi presso altri atenei, dove ci sarà una maggiore possibilità di conoscere da prima i professori delle lauree specialistiche. Ma anche l'offerta agli studenti viene relativamente meno. Gli studenti sono molto seguiti ed aiutati dagli specializzandi medici nel vedere messo in atto ciò che ci viene spiegato giornalmente nelle aule, ed è assolutmente impensabile che un professore e tre strutturati possano seguire ogni giorno 100 persone.
Inoltre essendo costretti a trasferirsi fuori regione saranno costretti ad affrontare spese che per molti sono pari ad una grossa fetta del reddito familiare. Questo porterà anche al versamento delle tasse Regionali che ogni anno noi studenti paghiamo, non più nelle tasche della nostra Regione, bensì in quelle della Regione Campania o Puglia.
E i pazienti?
Forse la Gelmini e la regione Calabria, ancora una volta assente sugli affari della Sanità Pubblica, dimenticano che la funzione di un ateneo è quello di formare grandi professionisti, che garantiscano l'efficacia delle cure e la salute ai cittadini tutti. Gli specializzandi sono la BASE dell'assistenza sanitaria. Sono coloro che forniscono, insieme agli stutturati, la maggior parte dell'assistenza ai pazienti. E ricorderei al Ministro che la qualità dimostrata dagli specializzandi delle nostre Scuole deriva anche
dal fatto di essere pochi, e seguiti pertanto in maniera dedicata, rigida e meticolosa. E' grazie all'università di Germaneto che la qualità della Sanità calabrese ha fatto un enorme salto di qualità e lo dimostra la presenza di pazienti che ci giungono ogni giorno da ogni parte del sud italia. Lo ricorderei all'assessore Cersosimo, al quale rigiro il termine di "qualunquista", quando dimentica il diritto inalienabile alla salute e, con uno stratagemma di calcoli, vuole nascondere che ogni anno un consulente richiesto dalla regione costa ben 10.000€ in più della formazione di uno studente. Magari a qualcuno non va ancora giù il "j'accuse" del compianto Prof. Venuta, che chiarì con un solenne "giù le mani dall'Università Magna Graecia", la volontà a tenere i politici fuori dal nostro ateneo. Questo lo paghiamo con il diniego di ben 17 borse di studio da parte della Regione Calabria, che erano state messe in bilancio l'anno precedente.
Mi parlavi anche del coinvolgimento di Lamezia Terme?
Certo, per due motivi. Primo: la facoltà di Medicina rappresenta una grossa risorsa economica e culturale per la nostra città. Lo stesso deve essere per la Regione, e soprattutto per i cittadini della Regione. Solo la cultura può far emergere dal baratro la nostra terra, checchè ne dica Cersosimo, quando afferma che la fuga di cervelli è un problema secondario. Secondo: numerosissimi studenti lametini stanno conseguendo la laurea in Scienze Infermieristiche, che fa parte della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università Magna Graecia. Chiaramente la diminuzione delle richieste di assistenza, di fondi, farà diminuire l'offerta lavorativa per i nostri promettenti giovani.
Che messaggio desideri mandare ai tuoi coetanei e ai tuoi corregionali?
Auspico che tutte le Istituzioni calabresi si mobilitino per salvaguardare il patrimonio immenso rappresentato dall'unica facoltà di Medicina in Regione, dalla enorme fonte di cultura, di ricerca, di scoperte che stanno accompagnando ormai da anni l'Università Magna Graecia. E chiedo ai Cittadini della Calabria di mettere da parte colori politici e attaccamenti campanilistici; qui si tratta di difendere la nostra salute, il nostro futuro.
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